Nascita del progetto “iSAFE-GRAZE”

Il progetto “iSAFE-GRAZE” nasce dalla volontà di fornire agli allevatori nuovi ed efficaci strumenti per l’ottimizzazione delle attività zootecniche e casearie. Tramite l’Azione 1, si vogliono dotare gli operatori del settore del comprensorio madonita di una mappa estremamente dettagliata della produttività dei pascoli di tutto il comprensorio del Parco così da potere mettere in atto un’attenta gestione e pianificazione del territorio.

Questo obiettivo sarà raggiunto tramite l’utilizzo di immagini satellitari ad alta risoluzione per la mappatura della produttività di aree dedicate al pascolo dei piccoli ruminanti in termini di resa unitaria (kg di sostanza/ettaro) nel tempo. La specie caprina, in particolare, è in grado di valorizzare areali grazie alla loro elevata capacità di digerire alimenti grossolani e quindi di fornire, sia per unità di superficie che per unità di peso vivo, di produzioni proporzionalmente più elevate rispetto ad altre specie. Tra i risultati che tale Azione intende produrre vi è l’aumento della sostenibilità e una tutela della ricchissima biodiversità floreale dei pascoli nel sistema estensivo con un miglior piano di rotazione.

Con l’Azione 2, invece, ad essere studiato e innovato sarà il processo di produzione dei formaggi caprini tramite l’impiego di starter ad attività funzionale. I risultati attesi sono quelli di innovare il prodotto finito attraverso la costituzione di una coltura starter di batteri lattici produttori di acidi grassi insaturi (CLA) così da sviluppare un processo tecnologico innovativo per la realizzazione di un formaggio di capra dalle alte proprietà benefiche sulla salute dell’uomo.

Tramite l’Azione 3, infine, si procederà alla divulgazione dei risultati tramite la realizzazione di convegni intermedi e finali con la partecipazione a congressi tematici la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche. Il piano di divulgazione predisposto si fonda sulla multidisciplinarietà delle attività e sull’impiego di professionisti del settore che consentiranno al progetto “iSAFE-GRAZE” di divenire un modello facilmente interpretabile dagli operatori e quindi esportabile anche ad altri contesti territoriali.

La specie caprina è in grado di valorizzare superfici e zone altrimenti non utilizzabili per l’elevata capacità di digerire alimenti grossolani; di fornire, sia per unità di superficie che per unità di peso vivo, produzioni proporzionalmente più elevate rispetto ad altre specie. L’utilizzo di immagini satellitari ad alta risoluzione per la mappatura della produttività di aree dedicate al pascolo dei piccoli ruminanti in termini di resa unitaria (kg di sostanza/ettaro) nel tempo permette di razionalizzare il pascolo in relazione alla disponibilità durante l’intero anno e soprattutto in tempo reale. Le finalità che si prefigge questa fase del progetto sono quelle di fornire un “know how” agli allevatori per poter utilizzare strumenti che possano fornire una mappa dettagliata “estremamente innovativa”, e di facile utilizzo, della produttività dei pascoli di tutto il comprensorio del Parco delle Madonie, diventando un modello per la gestione e pianificazione del territorio (aggiungendo anche la salvaguardia e tutela delle aree protette come appunto il Parco delle Madonie).

Tecnicamente, la valutazione del beneficio ad utilizzare la mappatura satellitare verrà condotta confrontando con lo stesso gregge di capre un primo periodo senza l’utilizzo della mappatura di alcuni pascoli in seguito definiti con un successivo periodo utilizzando la mappatura satellitare. Al fine di ottenere un confronto valido, verranno minimizzate le variabili connesse al clima, alla stagione di pascolo, e alla caratterizzazione dello stesso. I risultati attesi sono quelli di fornire uno strumento per la gestione e la pianificazione del territorio del Parco delle Madonie con prospettive interessanti per una sua estensione all’intero territorio siciliano.

Inoltre, i risultati attesi in modo più rilevante sono quelli di aumentare la sostenibilità e mantenere la biodiversità floreale già presente dei pascoli nel sistema estensivo con un miglior piano di rotazione tenendo conto della qualità del pascolo in un dato momento. Inoltre, alla luce dei risultati ottenuti, sarà possibile formulare, produrre ed integrare dei mangimi composti integrati per ogni fase in modo da fornire alle capre nelle varie fasi produttive (intesa come anche curva di lattazione) un mangime complementare che ne garantisce i fabbisogni e quindi in benessere metabolico e nutrizionale. Questo potrebbe portare ad avere una produzione di latte stabile, se non maggiore ma soprattutto garantire una qualità costante del latte destinato alla produzione di formaggi. Inoltre, alla luce delle informazioni sulla variabilità composizionale e nutrizionale del pascolo verranno progettati mangimi specifici innovativi, per le varie fasi di lattazione e asciutta, per l’ottimizzazione delle performance produttive e benessere metabolico e zootecnico come modello zootecnico da adottare ed esportare per questo sistema zootecnico.

Il processo di innovazione nella fase di produzione dei formaggi caprini tramite l’impiego di starter ad attività funzionale

La scoperta che la sintesi naturale di CLA, presenti anche nei tessuti dei ruminanti, deriva dal metabolismo dei microrganismi ruminali ha evidenziato che anche microrganismi di origine alimentare potevano sintetizzare questi metaboliti. Diversi studi hanno riportato che alcuni ceppi di batteri lattici sono in grado di modificare il profilo degli acidi grassi del latte oltre producendo isomeri CLA durante la fermentazione lattica. Perché le concentrazioni naturali di isomeri CLA nei prodotti lattiero-caseari sono relativamente basse, l’aumento diretto del contenuto di isomeri CLA durante la produzione dei formaggi rappresenta un’interessante strategia.

Tale strategia non prevede cambiamenti della dieta e riduce il rischio di aumentare l’assunzione giornaliera di colesterolo e grassi saturi e consente di incrementarne il valore nutrizionale e funzionale di prodotti tradizionali. Le finalità che si prefigge questa fase del progetto è quella di ottenere un processo innovativo di prodotto che possa inserire nella pratica quotidiana l’utilizzo dei ceppi batterici atti a produrre isomeri CLA e di conseguenza ottenere formaggi ad un contenuto più elevato di CLA tale da poter puntare alla dichiarazione in etichetta nutrizionale sia in termini quantitativi che come “claim” dato che i CLA possiedono particolari proprietà nutraceutiche. Batteri lattici GRAS, che presentano la linoleato isomerasi (un enzima ceppo-dipendente responsabile della produzione di isomeri CLA (C18:2 cis-9, trans-11 e C18:2 trans-10, cis-12) dall’acido linoleico presente nel latte, saranno considerati nel presente studio. In dettaglio, la produzione di isomeri CLA da parte di ceppi selezionati di LAB sarà valutata in formaggi-modello attenuti a diverse temperature di fermentazione, a diverse concentrazioni proteiche e concentrazione di acido linoleico. I formaggi di capra ottenuti saranno analizzati per la composizione chimico fisica, microbiologica e per il contenuto di CLA. I risultati attesi sono quelli di innovare il prodotto finito attraverso la costituzione di una coltura starter di batteri lattici produttori di acidi grassi insaturi (CLA) con potenziali caratteristiche funzionali. Sviluppare un processo tecnologico innovativo per la formulazione di un formaggio di capra con proprietà benefiche sulla salute dell’uomo.